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Osservatorio sovraindebitamento

Scheda · Procedura 3 di 5

Vuoi chiedere la liquidazione controllata dei tuoi beni

Chi può chiederla, che cosa resta fuori dalla liquidazione e quanto dura.

Vale per te se sei in stato di sovraindebitamento e vuoi mettere i tuoi beni a disposizione dei creditori, oppure un creditore ha chiesto la liquidazione controllata nei tuoi confronti. Chi è sovraindebitato

Hai un pignoramento o un’asta in corso? Gli atti dell’esecuzione e i loro termini sono spiegati nell’Osservatorio esecuzioni.

Che cos’è

La liquidazione controllata è la procedura con cui i beni del debitore sovraindebitato sono liquidati a beneficio dei creditori. Puoi chiederla tu, con un ricorso che puoi presentare personalmente con l’assistenza dell’OCC. Se sei in stato di insolvenza, anche un creditore può chiederla. Le esecuzioni individuali in corso non glielo impediscono.

Il tribunale apre la procedura con sentenza e nomina il giudice delegato e il liquidatore. Se il debitore è una società, la sentenza produce effetti anche nei confronti dei soci illimitatamente responsabili. Il liquidatore fa l’inventario dei tuoi beni e redige un programma di liquidazione, che il giudice delegato approva. Poi vende i beni e distribuisce il ricavato ai creditori secondo l’ordine delle cause di prelazione risultante dallo stato passivo.

Non tutto entra nella liquidazione. Restano fuori i crediti impignorabili e le cose che per legge non si possono pignorare. Restano fuori anche gli stipendi, le pensioni e ciò che guadagni con la tua attività, nei limiti che il giudice indica come necessari al mantenimento tuo e della tua famiglia. Entrano invece nella liquidazione anche i beni che ricevi fino all’esdebitazione, dedotte le spese per acquistarli e conservarli.

La procedura resta aperta fino alla completa esecuzione delle operazioni di liquidazione e in ogni caso per tre anni dall’apertura. Si chiude prima, su istanza del liquidatore, se non può essere acquisito altro attivo da distribuire. Alla liquidazione segue l’esdebitazione, cioè la liberazione dai debiti rimasti non pagati, se ne ricorrono le condizioni.

Come si presenta

Se ricorrono i presupposti, il tribunale apre la liquidazione controllata con una sentenza. La sentenza è notificata a te, ai creditori e ai titolari di diritti sui beni da liquidare. Fra l’altro ti ordina di depositare entro sette giorni i documenti contabili e fiscali e l’elenco dei creditori.

FAC-SIMILE
TRIBUNALE ORDINARIO DI [CITTÀ]
Liquidazione controllata n. [NUMERO]/2026
SENTENZA

Il tribunale, letto il ricorso di [NOME DEL DEBITORE] presentato con l’assistenza dell’OCC [NOME DELL’ORGANISMO], in assenza di domande di accesso alle procedure del titolo IV e verificati i presupposti degli articoli 268 e 269 del codice della crisi,

DICHIARA aperta la liquidazione controllata dei beni di [NOME DEL DEBITORE], nato a [LUOGO] il [DATA].

NOMINA giudice delegato [NOME] e liquidatore [NOME], confermando l’OCC che ha assistito il debitore.

ORDINA al debitore il deposito, entro sette giorni, dei bilanci e delle scritture contabili e fiscali obbligatorie, nonché dell’elenco dei creditori.

ASSEGNA ai terzi che vantano diritti sui beni del debitore e ai creditori risultanti dall’elenco il termine di [NUMERO, non superiore a novanta] giorni entro il quale, a pena di inammissibilità, devono trasmettere al liquidatore, a mezzo PEC, la domanda di restituzione, di rivendicazione o di ammissione al passivo.

ORDINA la consegna o il rilascio dei beni facenti parte del patrimonio di liquidazione [salvo l’autorizzazione al debitore a utilizzare (BENE), per gravi e specifiche ragioni].

DISPONE l’inserimento della sentenza nel sito internet del [tribunale / Ministero della giustizia] e la sua trascrizione presso [UFFICIO COMPETENTE] per l’immobile in [COMUNE].

[Città], [data] · [FIRMA]

Fac-simile con dati inventati. L’impaginazione cambia da un tribunale all’altro.
  1. 1I presupposti. Il tribunale apre la liquidazione se non sono state presentate domande di accesso alle altre procedure e se verifica i presupposti di legge. Se la domanda viene da te, persona fisica, è necessario che l’OCC attesti che è possibile acquisire attivo da distribuire ai creditori, anche con azioni giudiziarie.
  2. 2Il liquidatore. Se la domanda è tua, il tribunale può confermare come liquidatore l’OCC che ti ha assistito oppure sceglierlo nel registro degli organismi di composizione della crisi. Nel secondo caso la scelta cade di regola su un gestore con domicilio nel distretto di corte d’appello del tribunale.
  3. 3I tuoi documenti. Hai sette giorni per depositare i bilanci, le scritture contabili e fiscali obbligatorie e l’elenco dei creditori.
  4. 4Le domande dei creditori. Creditori e terzi devono trasmettere la domanda al liquidatore entro il termine fissato, non superiore a novanta giorni, a pena di inammissibilità. Il termine può essere prorogato di trenta giorni.
  5. 5La consegna dei beni. La sentenza ordina di consegnare o rilasciare i beni compresi nella liquidazione. Il tribunale può autorizzarti a usarne alcuni solo se ci sono gravi e specifiche ragioni. L’ordine è titolo esecutivo e lo esegue il liquidatore.

Che cosa controllare

  1. 1

    Che cosa resta fuori

    Non sono compresi nella liquidazione i crediti impignorabili, i crediti alimentari e di mantenimento, gli stipendi, le pensioni, i salari e ciò che guadagni con la tua attività nei limiti indicati dal giudice per il mantenimento tuo e della tua famiglia. Restano fuori anche i frutti dell’usufrutto legale sui beni dei figli, le cose che per legge non si possono pignorare, i beni del fondo patrimoniale e i loro frutti, salvo quanto dispone l’art. 170 del codice civile. La casa in cui abiti non è fra i beni esclusi: se è di tua proprietà e non è nel fondo patrimoniale, entra nella liquidazione. Il rimborso del mutuo alle scadenze convenute è previsto nella ristrutturazione dei debiti e nel concordato minore, mentre le norme sulla liquidazione controllata non lo prevedono. Il tribunale può autorizzarti a utilizzare alcuni beni solo per gravi e specifiche ragioni.

    Art. 268, comma 4 e art. 270, comma 2, lett. e), CCII

  2. 2

    Se la chiede un creditore

    Quando sei in stato di insolvenza, anche un creditore può chiedere la liquidazione controllata. Le esecuzioni individuali in corso non glielo impediscono. La procedura non si apre se i debiti scaduti e non pagati che risultano dagli atti dell’istruttoria sono inferiori a 50.000 euro.

    Art. 268, comma 2, CCII

  3. 3

    Se non c’è nulla da distribuire

    Se la domanda del creditore riguarda una persona fisica, la liquidazione non si apre quando l’OCC, su tua richiesta, attesta che non è possibile acquisire attivo da distribuire ai creditori, neppure con azioni giudiziarie. Devi sollevare la questione entro la prima udienza, allegando all’attestazione i documenti richiesti per l’esdebitazione dell’incapiente. Se dimostri di aver chiesto l’attestazione all’OCC e questa non è ancora pronta, il giudice ti concede un termine non superiore a sessanta giorni per depositarla.

    Art. 268, comma 3, CCII

  4. 4

    Puoi ancora proporre un piano o un concordato

    Se la liquidazione l’hanno chiesta i creditori, entro la prima udienza puoi presentare una domanda di ristrutturazione dei debiti o di concordato minore, con i documenti richiesti, oppure chiedere un termine per farlo. Il giudice assegna un termine non superiore a sessanta giorni, prorogabile per giustificati motivi fino a ulteriori sessanta. Finché il termine è pendente la liquidazione non può essere aperta e il giudice, su tua domanda, può concedere le misure protettive. Se il termine scade senza che tu abbia presentato la domanda, oppure se la procedura che hai chiesto non si apre o cessa, il tribunale apre la liquidazione controllata.

    Art. 271, commi 1 e 2, CCII

  5. 5

    La relazione dell’OCC

    Se la domanda è tua, al ricorso va allegata la relazione dell’OCC. La relazione valuta la completezza e l’attendibilità dei documenti, illustra la tua situazione economico-patrimoniale e finanziaria, indica le cause dell’indebitamento e la diligenza che hai impiegato nell’assumere le obbligazioni. Contiene anche l’attestazione che è possibile acquisire attivo da distribuire ai creditori.

    Art. 269, comma 2, CCII

  6. 6

    I poteri del liquidatore

    I contratti non ancora eseguiti, o non eseguiti per intero nelle prestazioni principali, da entrambe le parti restano sospesi finché il liquidatore, dopo averti sentito, decide se subentrare o sciogliersi. L’altro contraente può chiedere al giudice delegato di assegnare al liquidatore un termine non superiore a sessanta giorni, scaduto il quale il contratto si intende sciolto. Il liquidatore, con l’autorizzazione del giudice delegato, può anche agire per far dichiarare inefficaci gli atti che hai compiuto in pregiudizio dei creditori, secondo le norme del codice civile.

    Art. 270, comma 6 e art. 274, commi 2 e 3, CCII

  7. 7

    Che cosa cambia per i creditori

    L’art. 270, comma 5, richiama le regole della liquidazione giudiziale sul divieto di azioni esecutive individuali e sul concorso dei creditori. Dal giorno dell’apertura, salvo diversa disposizione della legge, nessuna azione individuale esecutiva o cautelare può essere iniziata o proseguita sui beni compresi nella procedura. I creditori con causa o titolo posteriore alla pubblicazione della sentenza sul sito del tribunale o del Ministero della giustizia non possono procedere esecutivamente su quei beni. Dal deposito della domanda gli interessi convenzionali o legali smettono di correre, ai soli effetti del concorso, fino alla chiusura della liquidazione, salvo per i crediti garantiti da ipoteca, pegno o privilegio.

    Art. 270, comma 5, artt. 150 e 151, art. 277, comma 1, art. 268, comma 5, CCII

Se la procedura non va a buon fine

Se la liquidazione è chiesta da un creditore, il momento decisivo è la prima udienza. Entro quella data puoi eccepire, con l’attestazione dell’OCC e i documenti richiesti, che non c’è attivo da distribuire. In alternativa puoi presentare una domanda di ristrutturazione dei debiti o di concordato minore oppure chiedere un termine per farlo.

Una volta aperta la procedura, i beni compresi nella liquidazione sono amministrati dal liquidatore. L’ordine di consegna o di rilascio contenuto nella sentenza è titolo esecutivo: se non consegni i beni, il liquidatore lo mette in esecuzione.

Il progetto di stato passivo è comunicato agli interessati, che entro quindici giorni possono presentare osservazioni. Le opposizioni e le impugnazioni contro lo stato passivo si propongono con reclamo secondo l’art. 133 del codice della crisi. Contro il decreto del giudice delegato si può ricorrere per cassazione nei trenta giorni successivi alla comunicazione.

L’esdebitazione opera con la chiusura della liquidazione, ma la dichiara il tribunale con decreto e solo se ne ricorrono le condizioni. Con l’istanza di chiusura il liquidatore deposita una relazione su ogni fatto rilevante per concedere o negare l’esdebitazione. L’esdebitazione è esclusa, fra l’altro, se hai determinato il sovraindebitamento con colpa grave, malafede o frode oppure se hai ostacolato o rallentato la procedura.

Art. 268, comma 3, art. 270, comma 2, lett. e), art. 271, art. 273, commi 1, 2 e 4, art. 275, comma 2, art. 276, comma 1, art. 280, comma 1, lett. c), art. 282, comma 2, CCII

I termini

Che cosaEntro quandoFonte
Notizia dell’incarico all’agente della riscossione e agli uffici fiscali, a cura dell’OCCEntro 7 giorni dal conferimento dell’incaricoArt. 269, comma 3, CCII
Se la domanda è di un creditore: domanda di ristrutturazione dei debiti o di concordato minoreEntro la prima udienza oppure nel termine concesso dal giudice, non oltre 60 giorni prorogabili fino a ulteriori 60Art. 271, comma 1, CCII
Deposito di bilanci, scritture contabili e fiscali obbligatorie ed elenco dei creditoriEntro 7 giorni, come ordinato nella sentenzaArt. 270, comma 2, lett. c), CCII
Domande di restituzione, rivendicazione o ammissione al passivo, al liquidatoreNel termine fissato nella sentenza, non oltre 90 giorni, a pena di inammissibilitàArt. 270, comma 2, lett. d), CCII
Osservazioni al progetto di stato passivo, dopo la comunicazione del liquidatoreEntro 15 giorniArt. 273, comma 2, CCII
Osservazioni al progetto di ripartoNel termine indicato dal liquidatore, non oltre 15 giorniArt. 275, comma 5, CCII

I provvedimenti in archivio

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  • 20 giugno 2026 · Corte di cassazione, Prima sezione civileDomanda del creditore di liquidazione controllata, insolvenza e abuso del dirittoIl ricorso del debitore contro l’apertura della liquidazione controllata chiesta dal creditore è inammissibile e l’assenza di abuso, accertata dalla Corte d’appello, non è riesaminata. Correggendo la motivazione d’appello, la Corte precisa che anche la domanda del creditore può essere abusiva se usata in modo disfunzionale e con un sacrificio sproporzionato per il debitore (ricorso inammissibile, contraria al debitore).
  • 28 aprile 2026 · Corte di cassazione, Prima sezione civileRelazione dell’OCC nella liquidazione controllata: cause dell’indebitamento e diligenza del debitoreLa meritevolezza non è requisito di accesso alla liquidazione controllata, ma nella liquidazione chiesta dal debitore la relazione dell’OCC deve indicare in modo chiaro, completo e attendibile le cause dell’indebitamento e la diligenza del debitore, a pena di inammissibilità della domanda, con verifica affidata al giudice ai sensi dell’art. 270 CCII. Accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate, la sentenza che aveva confermato l’apertura è cassata con rinvio (contraria al debitore nel caso deciso).
  • 28 ottobre 2025 · Corte di cassazione, Prima sezione civileLa relazione dell’OCC deve essere completa e il giudice la controlla nella sostanzaLa completezza e l’attendibilità della relazione dell’OCC sono un presupposto di ammissibilità della liquidazione controllata che il giudice verifica nella sostanza, senza un giudizio di meritevolezza. Confermata la revoca dell’apertura: il debitore aveva taciuto la vendita di tutti i suoi immobili alla società del figlio per 1.000 euro (rigetto, contraria al debitore).
  • 27 ottobre 2025 · Corte di cassazione, Prima sezione civileRisarcimento del danno biologico e beni compresi nella liquidazione controllataL’art. 268, comma 4, disciplina compiutamente i beni esclusi dalla liquidazione controllata e non menziona quelli strettamente personali: l’art. 146 non si applica per analogia e il risarcimento del danno biologico incassato dalla debitrice entra nella procedura. Non sollevata la questione di legittimità costituzionale per difetto di un diritto vivente sulla natura strettamente personale del credito risarcitorio (rigetto, contraria al debitore).
  • 22 luglio 2025 · Corte di cassazione, Prima sezione civileLiquidazione controllata chiesta dal creditore ed eccezione di incapienza del debitoreLa procedura di esdebitazione dell’incapiente comincia con il deposito della domanda al giudice tramite l’OCC, non con la nomina dell’OCC. Nel testo dell’art. 268, comma 3, anteriore al d.lgs. 136/2024, l’apertura della liquidazione controllata chiesta dal creditore è preclusa solo dall’attestata certezza della totale assenza di risorse, anche future, e non dall’incertezza sull’utilità della liquidazione (ricorso inammissibile).
  • 19 agosto 2024 · Corte di cassazione, Prima sezione civileCredito fondiario ed esecuzione immobiliare dopo l’apertura della liquidazione controllataIl creditore fondiario può iniziare o proseguire l’esecuzione sull’immobile ipotecato anche dopo l’apertura della liquidazione controllata, per il richiamo dell’art. 270, comma 5, all’art. 150 e quindi all’art. 41, comma 2, TUB (principio su rinvio pregiudiziale, contrario al debitore).
  • 4 luglio 2024 · Corte costituzionaleLa liquidazione controllata senza attivo ha diritto al patrocinio a spese dello StatoIllegittimi gli artt. 144 e 146 d.P.R. 115/2002 nella parte in cui non ammettono al patrocinio a spese dello Stato e alla prenotazione a debito la liquidazione controllata priva di attivo per le spese, come già la liquidazione giudiziale (illegittimità costituzionale parziale).
  • 19 gennaio 2024 · Corte costituzionaleDurata della liquidazione controllata, redditi futuri e beni sopravvenutiNella liquidazione controllata entrano le quote di stipendio e pensione eccedenti il mantenimento. Finché restano debiti, il termine triennale collegato all’esdebitazione opera come durata massima e come durata minima dell’acquisizione dei beni sopravvenuti (non fondatezza).
  • 22 febbraio 2022 · Corte costituzionaleAccordo non approvato e liquidazione: questioni riproposte senza nuovi argomentiManifestamente inammissibili le stesse questioni sull’art. 14-quater l. 3/2012, sollevate dallo stesso tribunale in assenza di nuovi argomenti (manifesta inammissibilità, conforme alla sent. n. 61/2021).
  • 8 aprile 2021 · Corte costituzionaleAccordo non approvato e liquidazione: le strade che il giudice doveva valutareInammissibili le questioni sull’art. 14-quater l. 3/2012: il giudice avrebbe dovuto valutare la conversione come modifica della domanda nel rito camerale o la proposizione di domande subordinate, strade che la Corte indica senza decidere se siano percorribili (inammissibilità).
  • 17 settembre 2026 · Tribunale di Rimini, Ufficio procedure concorsualiLiquidazione controllata sostenuta dal denaro donato da un familiare: domanda inammissibileLa liquidazione controllata non ammette risorse messe a disposizione da terzi, che eluderebbero il controllo di meritevolezza dell’esdebitazione dell’incapiente. Senza quelle risorse l’attivo non copriva nemmeno i costi della procedura (domanda inammissibile).
  • 31 luglio 2026 · Corte d’appello di Genova, Prima sezione civile – Volontaria giurisdizioneGli eredi con beneficio d’inventario non possono chiedere la liquidazione controllata del genitore defuntoRevocata su reclamo dell’Agenzia delle entrate l’apertura della liquidazione controllata chiesta dagli eredi che avevano accettato con beneficio d’inventario: non sono sovraindebitati e possono solo proseguire una liquidazione già chiesta dal defunto (contraria al debitore).
  • 4 luglio 2026 · Tribunale di Como, Prima sezione civile – Procedure concorsualiIl TFR incassato durante la liquidazione controllata va alla procedura per metà, se ci sono anche debiti fiscaliAl TFR liquidato durante la liquidazione controllata si applicano i limiti dell’art. 545 c.p.c.: in presenza di debiti comuni e tributari la procedura ne acquisisce la metà (contraria al debitore per la parte eccedente il quinto).
  • 4 maggio 2026 · Tribunale di UrbinoIl compenso dell’advisor che prepara la domanda di liquidazione controllata non è prededucibileIl compenso dell’OCC è prededucibile e si liquida dopo il rendiconto. Non lo è quello del professionista che ha assistito il debitore nella domanda, perché l’art. 277, comma 2, è stato abrogato e l’art. 6 non lo prevede (apertura della liquidazione, contraria sul compenso dell’advisor).
  • 4 maggio 2026 · Tribunale di Verona, Seconda sezione civileCon l’apertura della liquidazione controllata cessano la cessione del quinto e le assegnazioni dello stipendioDalla comunicazione al datore di lavoro cessano le trattenute per cessione del quinto e per assegnazione: le quote future di stipendio sono attivo sopravvenuto della procedura e quei creditori concorrono con gli altri. Per l’assegnazione a favore di un credito non esdebitabile la regola vale perché l’attivo ne consente il pagamento integrale (apertura della liquidazione, favorevole al debitore).
  • 8 aprile 2026 · Tribunale di Foggia, Terza sezione civileSenza altri redditi il saldo del conto corrente resta al debitore per vivereAperta la liquidazione controllata, il saldo modesto dei conti correnti è escluso dall’attivo perché costituisce, nel caso concreto, l’unico mezzo di sussistenza della debitrice. Sospesi i pignoramenti presso terzi sui conti (favorevole al debitore).
  • 24 dicembre 2025 · Tribunale di Arezzo, Ufficio procedure concorsualiLiquidazione controllata con il denaro del compagno: ammessa se l’impegno è serio e vincolanteL’impegno unilaterale e incondizionato del terzo di versare somme alla procedura è un credito che il liquidatore può riscuotere e quindi attivo distribuibile. La meritevolezza si verifica al momento dell’esdebitazione (apertura della liquidazione, favorevole al debitore).
  • 20 ottobre 2025 · Tribunale di TerniCasa di abitazione, compenso del difensore e scelta del liquidatore all’apertura della liquidazione controllataAperta la liquidazione controllata, il debitore è autorizzato a restare nella casa fino alla vendita, salvo che il liquidatore chieda di subentrare nell’esecuzione immobiliare già pendente. Il compenso dell’OCC è prededucibile mentre non lo è quello del difensore che ha assistito il debitore nella domanda. Il liquidatore può essere nominato anche se non è iscritto nell’elenco dell’art. 356 (favorevole sulla casa, contraria sul compenso).
  • 17 luglio 2024 · Tribunale di Monza, Terza sezione civileQuota dello stipendio destinata alla liquidazione controllata e abitazione fino alla venditaAperta la liquidazione controllata, il diritto di abitare nella casa fino alla vendita non richiede un’autorizzazione specifica. Con decreto contestuale il giudice delegato stabilisce che alla procedura vada comunque almeno un quinto dello stipendio (favorevole sulla casa, contraria sulla quota di stipendio).
  • 16 giugno 2026 · Corte di cassazione, Prima sezione civileImprenditore individuale cancellato dal registro delle imprese e concordato minore liquidatorioLa domanda di concordato minore dell’imprenditore già cancellato è sempre inammissibile ai sensi dell’art. 33, comma 4, anche per l’impresa individuale e il concordato liquidatorio. All’ex imprenditore persona fisica resta la liquidazione controllata (revoca dell’omologazione, decisione nel merito).
  • 6 ottobre 2026 · Corte costituzionaleChi si rivolge all’OCC può impugnare subito la cartella mai notificataNon fondate le questioni sollevate su un presupposto interpretativo errato: il debitore che ha avviato la fase davanti all’OCC può impugnare subito ruolo e cartella non validamente notificati, provando il sovraindebitamento e il pregiudizio nella procedura (non fondatezza, favorevole al debitore).
  • 31 luglio 2025 · Corte di cassazione, Prima sezione civileLiquidazione controllata familiare: origine comune dei debiti, tribunale competente, meritevolezza rinviata all’esdebitazionePer la procedura familiare bastano il legame di parentela e, in alternativa, la convivenza o l’origine comune dei debiti. Per aprire la liquidazione controllata la condotta dei debitori non conta, perché la meritevolezza si valuta nella fase dell’esdebitazione (rigetto del ricorso dei creditori, favorevole al debitore).
  • 26 luglio 2023 · Corte di cassazione, Prima PresidenteL’ex imprenditore con debiti in prevalenza d’impresa e la qualità di consumatore ai fini del sovraindebitamento: il criterio resta quello del 2016Rinvio pregiudiziale sulla qualità di consumatore dell’ex imprenditore con debiti misti dichiarato inammissibile per difetto di novità: appare ancora attuale il criterio di Cass. n. 1869/2016, fondato sulla natura delle obbligazioni da ristrutturare. Per difetto di novità è dichiarata inammissibile anche la questione sull’accesso al concordato minore dell’imprenditore cancellato, già preclusa dall’art. 33, comma 4 (inammissibilità, nessun principio di diritto).
  • 17 giugno 2026 · Tribunale di ParmaLiquidazione controllata, esdebitazione dopo tre anni e redditi futuriIl liquidatore acquisisce il reddito eccedente il mantenimento per il triennio che porta alla verifica dell’esdebitazione. Concessa l’esdebitazione, la liquidazione prosegue solo sui beni già presenti, mentre se è negata può acquisire redditi oltre il triennio entro una durata ragionevole. L’autovettura non è esclusa dalla liquidazione e il compenso degli advisor non può superare quello dell’OCC (favorevole al debitore sui redditi futuri, contraria sull’autovettura e sui compensi).
  • 21 ottobre 2026 · Agenzia delle entrateIl manuale dell’Agenzia sulle procedure di sovraindebitamento e sull’esdebitazioneCommento sistematico agli artt. 65-83 e 268-283 CCII con le istruzioni agli Uffici quando l’Erario è creditore: l’esdebitazione si estende ai tributi e alle sanzioni accessorie, nel concordato minore non serve la transazione fiscale e l’attestazione non è condizione di ammissibilità (effetto misto per il debitore).
  • 22 dicembre 2025 · Agenzia delle entrateQuando il professionista può dedurre le spese anticipate per un cliente in proceduraIn nota la circolare riporta l’art. 54-ter TUIR: le spese anticipate e non rimborsate sono deducibili dall’apertura della liquidazione controllata o del concordato minore o dalla pubblicazione della proposta di ristrutturazione dei debiti del consumatore (effetto neutro per il debitore).
  • 7 luglio 2025 · Agenzia delle entrateNella liquidazione controllata l’impresa paga le imposte con le regole ordinarieAlla società in liquidazione controllata non si applica il regime dell’art. 183 TUIR previsto per la liquidazione giudiziale: il reddito d’impresa si determina con le regole ordinarie e l’apertura non interrompe il periodo d’imposta (effetto contrario per il debitore).
  • 9 maggio 2023 · Agenzia delle entrateIl fornitore del sovraindebitato in liquidazione non può recuperare subito l’IVAIl creditore non può emettere la nota di variazione IVA dall’apertura della liquidazione del patrimonio della l. 3/2012, che l’elenco del comma 10-bis dell’art. 26 d.P.R. 633/1972, nel testo riportato dalla risposta, non comprende (effetto neutro per il debitore).
  • 10 aprile 2019 · Agenzia delle entrateIl «saldo e stralcio» al 10 per cento per chi era in liquidazione del patrimonioPer chi aveva in corso una liquidazione dei beni della l. 3/2012 la grave difficoltà economica si presumeva senza riguardo all’ISEE: i debiti da omesso versamento affidati dal 2000 al 2017 si estinguevano pagando il 10 per cento di capitale e interessi (misura chiusa, effetto favorevole).
  • 10 dicembre 2018 · Agenzia delle entrateNella liquidazione il soggetto d’imposta resta il sovraindebitato, non il liquidatoreNella liquidazione del patrimonio della l. 3/2012 il debitore conserva la titolarità dei beni e la soggettività passiva d’imposta fino alla vendita: l’opzione per l’imponibilità IVA nella cessione degli immobili spetta a lui (effetto neutro).
  • 8 aprile 2016 · Agenzia delle entrateChi compra l’azienda dalla liquidazione del patrimonio (l. 3/2012) non risponde dei debiti fiscali del sovraindebitatoDal 1° gennaio 2016 il cessionario dell’azienda ceduta in una procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento o di liquidazione del patrimonio non risponde in solido dei debiti fiscali del cedente e può non chiedere il certificato dei carichi pendenti (effetto favorevole).
  • 17 giugno 2015 · Agenzia delle entrateCon quale codice si trascrivono i decreti delle procedure di sovraindebitamentoCodici delle formalità di pubblicità immobiliare per i decreti delle procedure della l. 3/2012 e casi in cui la trascrizione è dovuta, cioè quando il piano o l’accordo prevede la cessione di immobili o il patrimonio in liquidazione li comprende (effetto neutro).
  • 6 maggio 2015 · Agenzia delle entrateLe prime istruzioni agli Uffici sui debiti tributari nelle procedure della l. 3/2012Istruzioni a Uffici e Agente della riscossione sui debiti tributari nelle procedure della l. 3/2012, nelle quali rientrano anche i tributi locali: IVA e ritenute erano solo dilazionabili secondo il testo allora vigente, regola superata nel CCII (contraria per l’IVA, neutra per il resto).

Le norme

Le parole della scheda

Le schede collegate

Aggiornata al 25 ottobre 2026. La scheda descrive le regole generali e non sostituisce l'esame del singolo caso.